I Verdi non parteciperanno alle amministrative di Ponte Buggianese, e prendono le distanze dalle liste presenti, nonostante i tentativi di collaborazione con alcune di esse.
Il tavolo della Sinistra Arcobaleno di Ponte si è chiuso dopo alcune settimane di trattative, vista l’impossibilità da parte nostra di accettare le imposizioni della parte politica poi confluita nella lista “Comunisti per Ponte Buggianese”, composta da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani, riguardanti l’urbanistica, punto centrale per il candidato sindaco Orlandini. Sono queste formazioni sicuramente poco convinte dell’utilità di una sinistra unita, come dimostra l’aver preferito schierare una lista composta solo in minima parte da cittadini di Ponte, requisito fondamentale per i Verdi, piuttosto che intraprendere un percorso comune analogo a quello nazionale.
La rottura con il Partito Democratico è avvenuta per contrasti riguardo il programma. Nonostante alcuni punti scritti assieme al candidato sindaco Galligani e il segretario Gialdini con reciproca soddisfazione, questi sono scomparsi dal programma consegnato per la presentazione della lista. Al di là della centralità degli argomenti dei punti programmatici, rimane lo sconcerto per il comportamento poco serio del PD, in cui non si riesce ad individuare un’interlocutore valido, viste le divisioni interne amplificate da un pur lodevole tentativo di rinnovamento, ormai palesemente fallito a causa degli interessi personali e alla concentrazioni di potere nelle mani di alcuni componenti della formazione politica.
Le impressioni sullo scenario politico comunale sono desolanti: un forte condizionamento dovuto ai rapporti personali fra i componenti dei vari partiti, un sistema di alleanze fondato sul clientelismo e in generale una distanza sempre maggiore dalle problematiche del paese, come dimostra l’attaccamento da parte di tutte le componenti politiche al regolamento urbanistico stilato dall’amministrazione Mangiantini, nato sulla base di esigenze politiche e ormai superato, e la questione depuratore, in cui gli amministratori che hanno permesso l’esclusione della cittadinanza dalla fase decisionale (e che fra le altre hanno permesso la nascita della pesantissima situazione della frazione Albinatico) si scoprono ambientalisti per opportunismo da campagna elettorale.
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